Alla vigilia della sfida di Conference League contro l’Hapoel Tel Aviv, Ederson ha parlato in conferenza stampa consegnando un ritratto lucidissimo del suo presente nerazzurro. Un mix di gratitudine, ambizione e responsabilità crescente, le sue parole arrivano dopo un’estate intensa, segnata da offerte importanti, dal Mondiale e dal rinnovo che lo legherà all’Atalanta fino al 2031.
Ederson tra mercato, richieste, tentazioni e la decisione di restare
Il brasiliano non ha nascosto che le offerte non sono mancate. “Ho sempre avuto richieste da grandi squadre, anche un’altra dall’Inghilterra. Ho deciso di rimanere perché possiamo fare ancora grandi cose. La società mi è stata sempre accanto, ho rinnovato per il rapporto che ho con Percassi“, ha spiegato.
La sua estate è stata segnata dal mancato trasferimento al Manchester United, operazione sfumata dopo le visite mediche. Da lì, la scelta di restare è diventata definitiva, “Dopo avere ricevuto tante richieste ho visto che la migliore scelta era quella di restare a casa“, ha ribadito.
Ederson ha sottolineato come il mercato sia un tema che ha sempre gestito direttamente con la società, senza mai dichiarare la volontà di andare via. “Finché non mi sentirete dire che andrò via, resterò qui“.
Il prolungamento fino al 2031 è un segnale forte della Dea, difatti Ederson è un pilastro del progetto. “Un rinnovo lungo vuol dire responsabilità più alta, e sarò sempre pronto a dare tutto per l’Atalanta“. Il club ha confermato la centralità del giocatore, ricordando anche i suoi numeri. 180 presenze, 16 gol, 6 assist e un ruolo da protagonista nella vittoria dell’Europa League 2024.
Ederson stesso ha espresso orgoglio per il percorso e per la possibilità di diventare il terzo sudamericano con più presenze all’Atalanta, “Sono qua da cinque anni e riuscire a raggiungere numeri importanti mi riempie di felicità. Spero di andare ancora oltre“.
Sarri ed il nuovo sistema
Nelle ultime gare ha indossato la fascia da capitano, ma il brasiliano ha voluto ribadire la gerarchia interna, “Sono contento della fascia, ma qui abbiamo tanti leader. Pasalic e De Roon mi hanno aiutato molto in questi anni. La priorità è sempre il gruppo“. Un chiaro messaggio su come la leadership sia condivisa e l’identità dell’Atalanta passa dal gruppo e dalla coesione.
Il centrocampista ha parlato anche del lavoro con Maurizio Sarri, che ha portato un sistema diverso rispetto al passato. “Mi piace il gioco di Sarri, avrò più libertà di inserimento“, ha spiegato. Ederson sa che dovrà aggiungere qualcosa in più nella fase offensiva, mantenendo però la solidità difensiva che lo ha sempre contraddistinto. “L’anno scorso avrei potuto fare meglio in avanti. Ora posso aggiungere qualcosa di offensivo seguendo le richieste del mister“.
“La priorità è capire il gioco, poi valuteremo che stagione faremo. Ora conta la gara di domani“. Sulla Conference League, massima cautela, “Non ci sentiamo favoriti, loro hanno giocato più partite. Ma siamo l’Atalanta e vogliamo vincere sempre“.

Le parole di Ederson restituiscono l’immagine di un giocatore consapevole del proprio ruolo e del percorso compiuto a Bergamo. La scelta di restare, il rinnovo e la fiducia nel nuovo progetto tecnico confermano la sua centralità nella squadra. Ora l’obiettivo è trasferire queste sensazioni sul campo, a partire dalla gara di domani, con la continuità e la solidità che l’Atalanta si aspetta da uno dei suoi leader.