La Fiorentina fa il suo esordio nel peggiore dei modi: all’Olimpico viene travolta per 4-0 dalla Roma di Gasperini.
Cambiano gli interpreti e l’allenatore, ma il tifoso viola davanti al televisore ieri sera è tornato indietro di qualche mese. La Fiorentina scesa in campo a Roma sembrava la stessa di Pioli e in parte di Vanoli della scorsa stagione: una squadra amorfa, senza grinta e con poco dinamismo.
L’avversario era probabilmente il peggiore, insieme all’Inter, che potesse capitare alla compagine viola in questo momento: la Roma è una squadra con principi di gioco ben chiari e con l’entusiasmo dei nuovi arrivati di assoluto valore. Il calore e il colore dell’Olimpico hanno fatto il resto.
Troppo brutta questa Fiorentina per essere vera e non diversa rispetto alla scorsa stagione, nonostante dal primo minuto ci fossero almeno 5 nuovi acquisti (Dragusin, João Mário, Atta, Mastantuono, Pellegrino).
Grosso, complice un mercato fatto da tanti giocatori e ancora da definire in alcuni ruoli, non è riuscito ancora a dare un’amalgama e un’anima a questa squadra. Siamo un po’ in ritardo?
Fiorentina, alcune scelte discutibili di Grosso

Anche la scelta dei terzini ha lasciato piuttosto perplessi: il recuperato Dodô, praticamente sempre ai margini delle precedenti amichevoli e con un piede in partenza, a destra e João Mário a sinistra a piede invertito. Probabilmente Grosso cercava esperienza anziché puntare sulla gioventù di Jiménez e Valdepeñas, ma la scelta non è stata premiata.
A centrocampo Grosso ha puntato sulla continuità con la scorsa stagione, ma Ndour, Fagioli e Brescianini non hanno garantito né qualità né corsa. Oulai, quando è entrato, sembrava avere queste caratteristiche, ma in questi primi mesi in viola sta partendo dalle retrovie…
Lo stesso Atta avrebbe potuto giocare mezzala garantendo qualcosa in più dal punto di vista tecnico in mezzo al campo, lasciando Gudmundsson, che fino ad adesso aveva sempre trovato la maglia da titolare, a ridosso della punta. Invece, novanta minuti di panchina per l’islandese.
Fiorentina, decidi s
Incomprensibile la scelta di tenere fuori Kean per poi fargli fare solo gli ultimi 30 minuti di gara. Se la scelta di Pellegrino dal primo minuto era stata dettata da motivi di mercato sull’asse Como-Kean, perché rischiare l’attaccante azzurro solo nel finale? A quel punto gli si poteva dare una maglia da titolare: contro una difesa alta come quella giallorossa avrebbe sicuramente potuto dare di più rispetto all’ex attaccante del Parma.
Gli ultimi giorni di mercato devono necessariamente chiarire la situazione Kean e portare almeno un esterno di profondità e veloce che possa sbaragliare il gioco viola e dare palloni invitanti per la punta centrale.