Lazio – Saltano le cessioni, restano gli esuberi e cresce il malcontento. Lotito e Fabiani provano a forzare la mano per un rinforzo finale in mediana.
Il mercato della Lazio si è incastrato. Le uscite, previste e necessarie, sono saltate una dopo l’altra e a Formello restano esuberi e giocatori scontenti. L’ultimo caso è quello di Romagnoli: la trattativa per il Qatar è naufragata e il difensore resterà fino a giugno, con un futuro tutto da decifrare. Ma non è l’unico addio mancato.
Lazio, quante cessioni mancate…
Si sono fermate anche le cessioni di Noslin e Dele-Bashiru, così come non si registrano spiragli per Gigot. Alla fine resterà anche Tavares, nonostante fosse considerato sacrificabile. Gli unici saluti sono quelli di Vecino, liberato a zero e diretto al Celta Vigo, e Belahyane, rientrato in prestito secco al Verona. Trattasi di operazioni che non portano incassi, ma solo un minimo risparmio sugli stipendi.

Noslin era vicino alla partenza, seguito da Monaco e Bologna, ma l’infortunio di Zaccagni ha convinto Sarri a tenerlo. Dele-Bashiru, scivolato nelle gerarchie, è rimasto dopo il rifiuto della proposta del Bournemouth. Tavares, invece, paga le difficoltà di adattamento al sistema di Sarri: sfumata la pista Besiktas, resta come alternativa a sinistra. Gigot è fuori dal progetto e bloccato anche da problemi fisici.
Senza cessioni non entrano nuovi acquisti. Il mancato addio di Romagnoli ha bloccato l’arrivo di Diogo Leite dall’Union Berlino e, a cascata, anche il sogno Frattesi, con l’Inter che ha scelto di non cederlo. Saltato pure il piano Pedraza, destinato comunque ad arrivare solo a giugno.
Nonostante tutto, Lotito e Fabiani provano l’ultima deroga alla regola “uno entra, uno esce”: l’obiettivo è un centrocampista con caratteristiche più difensive, vero sostituto di Guendouzi. Si fanno i nomi di Dahl del Tromsø e di giovani profili dalla Serie B spagnola, ma per ora restano solo ipotesi. Il tempo stringe, la Lazio cerca l’ultimo colpo.
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