Nicolò Fagioli, centrocampista della Fiorentina, ha parlato della sfida tra Bosnia e Italia e della mancata chiamata del CT Gattuso.
Non è stato convocato dal ct Gattuso per i play-off, eppure Nicolò Fagioli non vuole farne un dramma. Intervistato a Sky Sport, il centrocampista della Fiorentina, tra i protagonisti principali nella risalita in classifica della Viola nelle ultime settimane, ha fatto il punto sull’Italia, che si giocherà il pass per i Mondiali martedì prossimo in Bosnia.
Sarà anche la sfida tra i due centravanti, Edin Dzeko da una parte e Moise Kean dall’altra, compagni di squadra a Firenze nella prima parte della stagione in corso prima che il bosniaco venisse ceduto a gennaio allo Schalke. Fagioli ha parlato di entrambi.
Dall’esclusione a Dzeko e Kean
La mancata convocazione
“Non mi aspettavo di essere chiamato sinceramente. Penso che chi è stato convocato se lo sia meritato. Se fossi stato io e non un altro di loro ci sarebbe stata la stessa polemica. C’è solo da tifare per la finale in Bosnia“.
Sulla Bosnia
“È un avversario tosto, ormai in campo internazionale non c’è più una partita facile, tanto a livello di club quanto di nazionale. Tutte le nazionali sono organizzate benissimo: abbiamo visto ieri l’Irlanda del Nord pur non avendo grandissime individualità aveva grande organizzazione. La Bosnia ha giocatori di qualità“.
Su Dzeko
“Mi sono trovato benissimo con lui alla Fiorentina, mi è dispiaciuto che non abbia dimostrato il suo valore. Però sappiamo tutti il giocatore che è stato e che è, anche ieri ha trascinato la sua Nazionale. Gli auguro il meglio, magari non con l’Italia. Come fermarlo? Difficile. È un giocatore tecnico, in area di rigore e di testa è un fenomeno. Dovranno essere veramente bravi i difensori“.
L’Italia si appoggia su Kean
“È fenomenale. Quest’anno magari ha fatto un po’ più di fatica rispetto alla stagione scorsa, perché in Italia quando un giocatore ha un’annata importante, l’anno successivo viene studiato molto di più. Per lui questa stagione era sicuramente più difficile, inoltre alcuni infortuni hanno limitato la sua condizione fisica e quindi non era al massimo durante le partite. Però piano piano ci darà una mano a uscire da queste situazioni. È un giocatore fortissimo, lo sta dimostrando anche in Nazionale“.