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Il Mondiale si apre nel segno del Messico: festa all’Azteca e primi tre punti nel gruppo A

Il Mondiale si apre nel segno del Messico: festa all’Azteca e primi tre punti nel gruppo A

Il Messico inaugura “la fiesta” davanti agli oltre 80.000 dell’Azteca con un 2-0 netto, maturo, mai realmente in discussione contro un Sudafrica apparso non all’altezza del palcoscenico. Le firme sono quelle attese. Julián Quiñones e Raúl Jiménez, un gol per tempo, in una gara segnata da un dato storico, tre espulsioni, due per i sudafricani e una per i padroni di casa.

Messico, Quinones apre il Mondiale e Jiménez chiude i conti

Il primo gol dell’intera competizione arriva dopo appena nove minuti. Quiñones sfrutta un errore in uscita del Sudafrica, recupero di Lira e destro chirurgico che passa tra le gambe del portiere Williams. È il preludio a un dominio completo del Messico, che controlla ritmo e spazi senza mai soffrire.

Il numero 9 messicano sfiora anche la doppietta colpendo un palo, confermando la sua centralità nel sistema di Aguirre. Una prestazione da leader, premiata anche come Michelob Ultra Player of the Match.

Poi, al 67’, con il Sudafrica già in dieci, arriva il raddoppio. Cross perfetto di Alvarado e colpo di testa di Raúl Jiménez, che trova il suo primo gol in un Mondiale a 35 anni. Un momento simbolico per un giocatore che nel 2020 aveva rischiato la carriera dopo un grave trauma cranico. Le sue lacrime dopo il gol raccontano più di mille analisi.

Tre espulsioni, record e nervosismo

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La gara inaugurale entra nella storia anche per un primato disciplinare. Tre cartellini rossi, mai accaduto in un match d’apertura.

Sithole (Sudafrica) espulso per fallo da ultimo uomo a inizio ripresa. Zwane (Sudafrica) allontanato dopo revisione VAR per condotta violenta. Montes (Messico) espulso nel recupero per fallo da chiara occasione da gol.

Il Sudafrica chiude in nove, confermando una serata complicata, fatta di errori tecnici, lentezza nella costruzione e poca incisività offensiva. Una squadra non al livello richiesto.

Una festa che va oltre il risultato del Messico 

La notte dell’Azteca è stata anche spettacolo. Una cerimonia inaugurale lunga quasi 90 minuti, musica, coreografie e un’atmosfera che ha ricordato perché questo stadio è un tempio del calcio mondiale.

Il Messico parte con tre punti preziosi piazzandosi alla vetta del Gruppo A. Ed anche se la strada resta lunga e con non pochi ostacoli, il vantaggio di giocare in casa da al Messico, come abbiamo potuto notare, quell’energia per affrontarla.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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